La Musa
La Musa
 

                             

                  Musa Polimnia, Roma, Musei Capitolini.

                  Archivio Fotografico dei Musei Capitolini.

                                                                                                   

Venerate secoli prima di Omero, che le invoca nel primo verso dell'Iliade, le Muse si affacciano all'alba della storia con Esiodo, che ne fissa il numero, e ne racconta la nascita e le imprese. Più tardi, in età ellenistica, ognuna di loro trova un proprio nome, una propria attribuzione, e una precisa connotazione iconografica.

Le Muse sono  nove sorelle, nate dagli amori di Giove e Mnemosine, la dea della memoria: tramite tra l'universo immutabile e capriccioso dell'Olimpo e l'inquieto palcoscenico della vita umana,  detengono la chiave illusoria dell'immortalità inseguita attraverso l'arte e il sapere.

Calliope sovrintende la poesia, Clio la storia, Erato il canto corale, Melpomene la tragedia, Polimnia il mimo e gli inni religiosi, Talia la commedia, Tersicore la danza, Urania l'astronomia e la geometria, Euterpe la musica.

Museo si chiamava il tempio dedicato al loro culto, prima di indicare il luogo destinato a custodire le testimonianze di ogni tipo d'arte e di conoscenza.  

               

La Musa Polimnia, vero capolavoro della scultura antica,  abbelliva la residenza imperiale degli Horti Liciniani, splendida villa che le fonti letterarie attribuiscono all'imperatore Licinio Gallieno (252-268 d.C.), e che continuò a vivere anche dopo la morte dell'imperatore.  La Musa è stata rinvenuta nascosta in una galleria sotterranea per sottrarla, forse, al pericolo delle invasioni barbariche.

 

La statua è attualmente collocata nei Musei Capitolini - Centrale Montemartini -

Via Ostiense  n.106, Roma.                

                          




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